La dott.ssa Maria Rita Gismondo dirige il laboratorio di Microbiologia e virologia del Sacco di Milano. La sua posizione è molto importante da tenere in considerazione dato che è fuori dal coro allarmista:

«Ribadisco. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Lo dico sulla base dei miei controlli fatti sulle pagine ufficiali dell’Oms e dell’Istituto superiore di Sanità. Non credo di aver fatto alcun errore di trascrizione dei dati. Se il collega, che certo non definisco «il signore del San Raffaele”, desidera criticare le mie dichiarazioni, sono felice che lo faccia direttamente, con dati alla mano». Ci spieghi allora cosa sta succedendo. «Succede che noi stiamo facendo uno screening a tappeto. È logico perciò che andiamo a intercettare numerose positività, ma la maggior parte di queste persone ha banali sintomi influenzali. Le faccio un esempio: l’italiano ricoverato alla Cecchignola, positivo al Covid-19, ha avuto una congiuntivite, e per il resto stava bene. Come la gran parte delle persone che abbiamo testato qui e trovato positive, ma che stavano bene, o avevano i sintomi di una normale influenza». Però ci sono stati tre morti. «Si tratta di persone anziane, L’ultimo decesso, una paziente oncologica. Il penultimo, una signora anziana e malata. Stiamo parlando di pazienti gravemente defedati, cioè immunodepressi. Purtroppo, data la loro situazione, sarebbero morte anche per una influenza». Nel dibattito tra lei e Burioni, definiamolo così, si è inserita la virologa Ilaria Capua. Ha detto che l’Italia sta vivendo una situazione più critica perché sta cercando i casi più attivamente di altri, e ha definito il coronavirus “sindrome simil-influenzale”. «Sono contenta che la dottoressa Capua, collega che stimo e di grande rilievo scientifico, la pensi come me. Negli altri Stati europei vengono fatti i test solo alle persone con gravi insufficienze respiratorie. Gli altri, con sintomi simil influenzali, non vengono testati, e quindi sfuggono alla registrazione come positivi».

Rispondi