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Protesta dei ristoratori all’Arco della Pace, vengono multati

Decine di sedie vuote sull’asfalto intorno all’Arco della Pace a Milano. Non è una performance d’arte moderna o l’iniziativa di qualche artista, ma la protesta dei ristoratori milanesi.

Circa una cinquantina di commercianti, in rappresentanza di oltre 2mila attività, hanno protestato contro il Governo chiedendo regole chiare e ben definite sulla riapertura. “Abbiamo incassi ridotti del 70% e rischiamo di non riaprire più” sono le parole del ristoratore Alfredo Zini, portavoce della protesta. “

“Non basta dire di usare il plexiglass per dividere i tavoli, vogliamo regole chiare perché viviamo di convivialità. A Milano molti bar e ristoranti sono ripartiti con il delivery o l’asporto ma non basta per coprire i costi e le utenze” ha concluso Zini.

Incredibilmente la polizia ne multa 15. Tutto in diretta a “L’Aria che Tira”, il programma di LA7. Myrta Merlino: “Queste scene fanno male”. L’ingiustizia in diretta tv. E’ quanto successo questa mattina durante la diretta della trasmissione “L’Aria che tira”, il programma di Myrta Merlino che, indignata, si è attivata: “Chiamiamo la Questura e cerchiamo delucidazioni. Come è possibile che si sia solerti sulle multe e non sui soldi per la ripartenza? Perché la Digos è intervenuta?”.

Una ristoratrice di Milano ha testimoniato: “Volevamo solo visibilità per le nostre richieste, eravamo qui in maniera totalmente corretta e pacifica, le forze dell’ordine ci hanno identificato e poi è arrivata la Digos che ha iniziato a farci i verbali”, un’altra lavoratrice ha segnalato: “Oltre al verbale, rischio il penale. Volevo scrivere nell’autocertificazione che ero lì per lavoro e il poliziotto mi ha detto “attenzione a quello che scrive perché se non dichiara il vero è penale!”, mentre un altro imprenditore insieme ai suoi dipendenti è stato sanzionato per 2.400 euro. Esterrefatta Myrta Merlino che ha chiesto spiegazioni in diretta alla Questura e al Comune: “Il Comune mi ha fatto sapere di non c’entrarci nulla e di non avere competenza perché la Digos dipende dalla Questura. A sua volta la Questura dice che è intervenuta seguendo la norma cioè divieto di raccolta e assembramento e ha applicato le sanzioni. Le persone non erano autorizzate”.

Dunque, i verbali sono stati elevati non per divieto di manifestazione ma di assembramento nonostante la distanza di almeno 1 metro fosse rispettata. Myrta Merlino ha chiosato: “Sono testimone oculare che era tutto tranquillo prima delle multe, con l’arrivo della Digos sono partiti gli assembramenti. E’ un ordine irrazionale. Occorre buon senso e regole uniformi. Ieri al Testaccio, a Roma, non hanno agito così”.

Fonte news Il Tempo

Foto dell’articolo: Getty Images e IG

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