«Il mio impegno verso Milano, in questo ultimo anno così sconvolgente, è stato importante su tutti i fronti e non potevo certo trascurare il settore della cultura, colpito duramente in ogni suo aspetto». Con queste parole Giorgio Armani ha annunciato il suo supporto del Teatro alla Scala nella veste di socio fondatore. L’evento sarà formalizzato il prossimo 17 maggio durante l’assemblea della Fondazione Teatro alla Scala di Milano alla presenza del sindaco Giuseppe Sala.

Nel frattempo lo storico teatro milanese riaprirà al pubblico l’11 maggio con il concerto dei Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Muti. Si tratta di una data simbolica perché proprio l’11 maggio si tenne il concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini nel 1946. Il pubblico (massimo 500 persone) sarà sistemato nei palchi. Verrà quindi mantenuta la pedana costruita durante il lockdown in platea per ospitare l’orchestra.

Tuttavia il rapporto tra il re della moda e la regina dei teatri lirici italiani è di lunga data. Giorgio Armani era stato tra i primi a sostenere la Fondazione, dopo la sua nascita nel 1997. E ora torna a farlo, «con rinnovato impegno, in un momento particolarmente delicato per il mondo dello spettacolo», si legge nel comunicato diffuso dalla Scala. In quanto socio Sostenitore, il gruppo Armani verserà al teatro 600mila euro in cinque anni, come prevede lo statuto della Fondazione.

«Questa nuova iniziativa è dedicata alla città di Milano, per il valore simbolico della Scala, ma anche per i miei legami affettivi e personali con essa. Per i ricordi dei tanti spettacoli e concerti cui ho assistito e degli ospiti illustri che ho vestito. Di esperienze indimenticabili come la creazione dei costumi, nel 1994, per l’«Elektra» di Richard Strauss diretta dal Maestro Sinopoli. Ora, più che mai, sento il dovere morale di contribuire attivamente a sostegno del teatro, patrimonio di milanesi e non, vero e proprio simbolo di resistenza intellettuale». Conclude Giorgio Armani.

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